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lunedì 19 maggio 2014

31 anni dopo: Beppe Grillo da Bruno Vespa a "Porta a Porta". (Questa sera in diretta dalle 23.45 su RAI1)

Dopo la sorpresa iniziale, sale l'attesa per il faccia a faccia di Beppe Grillo ospite da Bruno Vespa a "Porta a Porta", questa sera in diretta dalle 23.45
Una scelta, quella fatta da Grillo (da sempre nemico dei media tradizionali), che ha un sorpreso un po' tutti, attivisti, simpatizzanti e addetti ai lavori. Come sempre non è mancata la polemica, però. Difatti il M5S aveva richiesto la liberatoria per poter trasmettere la registrazione della puntata – che avviene nel pomeriggio – in streaming sul blog di Beppe Grillo (coerentemente a come ci ha abituati da subito il M5S).

Panico nel PD: Il M5S di Grillo premiato dai sondaggi e dalle piazze tra le genti.

Si restringe considerevolmente il gap tra PD e M5S nelle intenzioni di voto degli Italiani. Secondo i dati in possesso di Alessandra Ghisleri di Euromedia, il MoVimento Cinque Stelle sarebbe addirittura aVanti al PD. Si prospetta un finale al fotofinish. O forse no? Al di là di tutto quanto si possa dire e pensare, sembra aVVerarsi la profezia lanciata da Grillo il giorno dopo l'esito delle Politiche del 2013:
Ne resterà solo UNO!!!

     Stamane, nella sede nazionale del PD a Roma, aleggia in modo evidente l’apprensione. Da poco più di una settimana i sondaggi sembrano certificare un’inversione di tendenza nelle preferenze di voto degli Italiani. Il M5S di Beppe Grillo viene dato in forte recupero dalla maggioranza degli Istituti di Ricerca in Italia ma anche all’Estero dove il fenomeno è seguito con grande interesse. Il divario che separa il M5S dal PD era stimato intorno agli 8 – 10 punti percentuali non più di 2 settimane fa. Al presente risulta, forse complice l’accelerazione della Magistratura che negli ultimi tempi pare aver stretto la morsa sul mondo dei politici (che ricordiamo aver portato questo paese al macello, ndr.), che si riduca quotidianamente e che tale tendenza sia pressoché diffusa ed in aumento.

giovedì 23 maggio 2013

Economia e Finanza: L'Eterno Conflitto tra i Popoli.


Il fulcro del conflitto, tra Economia e Finanza, è rappresentato dall'usura  insita nelle politiche del mercato globale e in quelle monetarie volute dal liberismo sfrenato dei Plutocrati sovranazionali e dal loro credo Daneistocratico.
Sulla base di questo assunto, pure evidenziato dal famoso "memo segreto" trafugato dal City Group e diffuso dal Film Maker M. Moore nella sua opera "Capitalism: A love story", è possibile formulare i seguenti postulati:
  • Il denaro non è una merce, ma una convenzione sociale;
  • Il lavoro non è una merce, ma fondamento della ricchezza ed il modo più logico per distribuire ricchezza è distribuire lavoro;
  • Lo Stato dispone del credito, non è quindi necessario che si indebiti.

mercoledì 6 febbraio 2013

FUORI TUTTI

      Fuori tutti. Avete distrutto il Paese.

            Le vostre facce sui muri sono una provocazione, un'istigazione alla rabbia popolare. Nessuno di voi merita il voto degli italiani. Cari dipendenti, i vostri obiettivi sono noti, sono tre: la poltrona, l'impunità, gli affari. I galantuomini ci sono anche tra voi e sono i primi a doversene andare. Sono pochi e quindi si notano di più, fanno quasi tenerezza e molta rabbia, sono i pali della politica: un po' ingenui, un po' fresconi.

      Fuori tutti. In quindici anni avete riportato il Paese al dopoguerra.

            Se si coglie una mela dall'albero può essere acerba, ma difficilmente è marcia. Le mele marce hanno la tendenza a cadere al suolo, non a rimanere sul ramo. Se invece si raccoglie una mela da un cesto è più facile che sia marcia. E se le mele sono nel cesto da molto è quasi certo che sono diventate tutte marce, perché se una mela sana viene posta in un cesto con i vermi marcirà.

mercoledì 19 settembre 2012

Le "Public Companies" e le diverse forme di privatizzazione


La Caremar ... a fondo!
[...] Le Public Companies sono molto presenti nell’economia statunitense sotto forma di SpA quotate in Borsa a proprietà diffusa, quindi ad azionariato diffuso senza uno specifico gruppo di controllo. Spesso il controllo è esercitato dai managers e gli investimenti sono tutelati da una presenza istituzionale che detenendo azioni di privilegio, pilota le strategie di sviluppo.
In tal modo si può indirizzare il pubblico risparmio verso forme di azionariato popolare (aart. 45-46-47 Cost) e favorire l’azionariato da lavoro attraverso l’assegnazione gratuita e l’acquisto di azioni da parte dei dipendenti. Si può così promuovere la realizzazione della democrazia economica nel nostro Paese, contribuendo alla realizzazione delle Public Companies che potrebbe essere legata al “processo di privatizzazione” in atto.
In effetti già esiste la categoria di azioni da lavoro previste dal Codice Civile all’art. 2349 e almeno formalmente prevedono una partecipazione dei lavoratori alla gestione d’impresa attraverso l’assegnazione gratuita di azioni con dividendo proporzionale o privilegiato.